Servizi per la Cybersecurity

Sono molte le realtà che non comprendono l’importanza o non hanno il controllo della situazione del proprio sito internet, ignorando il ruolo fondamentale della cybersecurity, il mattone principale di ogni progetto web.

È proprio per questo che il nostro partner tecnologico Gmg Net, web agency nata a Genova nel 2000 specializzata in sviluppo web, come siti internet, strategie digital, applicazioni web based e infrastrutture cloud, ha sviluppato potenti strumenti di monitoring e sicurezza che proteggono gli investimenti di web marketing e prevengono la perdita di credibilità online.

Si tratta di Marxec un progetto che ci piace definire di “marketing sicuro” in grado di anticipare gli attacchi di malintenzionati, e Digital Scan strumento di analisi di siti web che fornisce al cliente un report dettagliato e personalizzato.

 

Marxec – Scansiona, Monitora, Proteggi

In Italia c’è un attacco hacker ogni 4 ore: probabilmente sei già stato vittima di una violazione senza nemmeno saperlo. Proteggi il tuo business online con Marxec prima che sia troppo tardi!

Marxec è il sistema di controllo, sviluppato da Gmg Net, che aiuta a prevenire gli attacchi hacker, monitorando e tutelando la sicurezza del tuo sito web.

Sfruttando l’Intelligenza Artificiale, Marxec è in grado di rilevare le vulnerabilità del tuo dominio e verificare se il sito è sotto attacco, se sono stati installati dei file dannosi e se presenta dei problemi di sicurezza o perdite di dati sensibili.

Tutela la tua reputazione online e offline con uno strumento semplice ed efficace, senza dover scaricare nulla. Attiva subito il trial gratuito di 30 giorni.

 

Digital Scan – Il check-up del tuo sito web

Il tuo sito web o il tuo e-commerce non funzionano come dovrebbero? I clienti non arrivano? Fai un check-up gratuito e completo del tuo posizionamento digitale.

Il Digital Scan ha l’obiettivo di individuare i punti deboli del sito web e migliorarli: un vero e proprio check-up che parte dalla salute e dall’usabilità della piattaforma, fino ad arrivare alla sicurezza e alle vulnerabilità del dominio.
Al termine dell’analisi, viene elaborato un report personalizzato con le criticità riscontrate e le azioni possibili da attuare per risolverle.

Richiedi gratuitamente il Digital Scan del tuo sito web.

Genoa Pesto World Championship - Digtal Edition 2021

Sono passati quasi due mesi dalla digital edition 2021 del Genoa Pesto World Championship, l’ottava in ordine di tempo, e ci sembra ancora di sentire il profumo di basilico che pervade la Sala del Minor Consiglio di Palazzo Ducale, sede della conduzione dell’evento.

In veste di co-organizzatori della manifestazione biennale e curatori del suo svolgimento in diretta streaming sulla piattaforma Zoom – la più utilizzata in tempo di pandemia – ci piace ricordare alcuni dettagli di questa edizione tanto complessa quanto originale: dai preparativi per ottimizzare la riuscita di una versione quanto mai inedita del campionato, alla riunione con l’ottima Mary Cacciola, presentatrice d’eccezione volata per noi a Genova direttamente dagli studi di Radio Capital.

L’evento ha visto tanti volti quante sono le possibili versioni del pesto fatto in casa: rappresentanze ufficiali come quelle del Sindaco Marco Bucci, del Presidente della Regione Giovanni Toti e del Presidente della Camera di Commercio Luigi Attanasio intervenute direttamente sul piccolo palco allestito con mazzetti di basilico nella sala del Ducale, Massimo Morini, frontman della genovesissima band Buio Pesto e autore dell’Inno del Pesto e, naturalmente, gli 85 partecipanti, molti dei quali pronti a sfoderare il mortaio in diretta Zoom.

Non sono mancate le conference-call di alcuni chef genovesi, italiani e di una manciata di ospiti internazionali con i quali avviare il collegamento live ha avuto ulteriori insidie dettate dal fuso orario.

In uno degli eventi collaterali previsti durante la diretta, il fumettista e illustratore Lucio Angelo De Giuseppe è stato proclamato primo classificato del premio “Pestochampionship Mascot” e ha ricevuto il premio di 2.500 € direttamente dalle mani di Paola Bordilli, Assessora al Commercio e Grandi Eventi del Comune di Genova.

Se coordinare un ormai storico evento sul pesto nella sua città natale richiede una grande responsabilità, farlo in modalità digitale è una sfida anche maggiore.

Il prossimo campionato è previsto per marzo 2022. Ci auguriamo che Genova possa nuovamente accogliere da vivo tutti gli ospiti, gli amici, i concorrenti della global community degli amanti del pesto genovese.

Noi italiani: cittadini “storti”, super attivi e plurali

Un viaggio in rete alla scoperta delle nostre ultime metamorfosi

 

Come “u-mani-tà digitale”, inizia un nuovo viaggio – attraverso la piattaforma web distilled – alla scoperta delle nostre ultime “metamorfosi”. In un contesto – non solo dettato dalla pandemia – in cui, da un lato la tecnologia riduce complessità e aumenta responsività, e dall’altro cerchiamo destini collettivi, nasce un percorso che si interroga sui nostri nuovi (o più recenti) comportamenti.

Questo primo articolo (di quattro) tratterà di cittadinanza attiva e di educazione alla cittadinanza. Al grido di “insieme si può!”, il web e i social pullulano di esperienze grandi e piccole, dal basso e dall’alto, nelle grandi città o nei piccoli comuni. Un recente “Punto” di Paolo Pagliaro, andato in onda qualche settimana fa su La7 e riportato anche online, sottolineava come “nonostante restrizioni, quarantene e divieti, anche nel primo anno di epidemia circa 800 mila italiani hanno dedicato tempo libero e risorse alla cura dei beni comuni.” Una capacità di essere attivi e attenti che non si ferma (davanti a nulla, verrebbe da dire) anche -senza dubbio – supportata dalla tecnologia.

Nel secondo articolo – tra qualche mese – dai cittadini attivi si passerà alle comunità attive. Navigheremo nel web e nei social alla ricerca di tutte quelle esperienze – anche in questo caso numerosissime – che vedono la collaborazione tra la cosiddetta “società civile” e gli enti e le amministrazioni del territorio per la gestione di luoghi (non solo fisici), la costruzione di comunità (anche virtuali), la risoluzione collettiva di problemi. Come Labsus (il Laboratorio per la sussidiarietà www.labsus.org ) ci insegna, abbiamo una certezza: “le persone sono portatrici di capacità che, messe a disposizione della comunità, contribuiscono a dare soluzione, insieme con le amministrazioni pubbliche, ai problemi di interesse generale”. Insomma, una “economia della cura” che la pandemia da corona-virus rende ancora più preziosa, perché reale, collettiva, utile. In una positiva tensione con la tecnologia digitale, che aiuta, supporta, consente di fare anche quando dal vivo, insieme, non si può stare.

Dalle città alle campagne, il terzo tema tratterà dei nuovi agricoltori: “sacerdoti della terra tra ecologia e tecnologia”. Dall’enciclica Laudato Sì di Papa Francesco sull’”ecologia integrale” alle nuove scoperte in ambito agri-food tech, il mondo della produzione agricola sta vivendo un rinnovato rinascimento: lo conosciamo? Siamo pronti a sposare una innovazione tecnologica che deve fare bene i conti con l’etica e la sostenibilità? Da consumatori consapevoli a portatori di interesse, il nostro percorso di miglioramento – individuale e collettivo – passa attraverso l’azione e il saper fare (anche tecnologico).

Con la metafora delle mani che seguono il pensiero, concluderemo il viaggio con un argomento che non può mancare quando si tratta di “u-mani” e di saper fare: sono gli artigiani, colonna portante della nostra economia e custodi di un saper fare antico. Come stanno affrontano la realtà di oggi tra innovazione di prodotto, di processo e di sistema?

Ma prima di arrivare lì, torniamo al punto di partenza perché dall’inizio dell’anno ad oggi oltre 3900 clip – articoli online e su carta, post e tweet sui social, trasmissioni online e opinioni sui blog – hanno menzionato i temi della cittadinanza attiva, dell’educazione alla cittadinanza e della costruzione di comunità, offrendo uno spaccato dell’Italia di oggi, maturo, sensibile e pronto ad intervenire.

La word cloud generata (figura 1) ci offre alcuni interessanti spunti. Il primo riguarda i beni confiscati alla mafia e la comunicazione che si genera intorno ad essi: il covid-19 non ferma il percorso virtuoso e costruttivo di associazioni, imprese sociali, cooperative o liberi cittadini che prendono in carico questi beni e li rigenerano. Esperienza diversa (ma analoga per viralità) anche la “Carta di Carditello”: nella Terra dei Fuochi si dà l’avvio a sperimentazioni virtuose per il recupero delle aree dove si verifica l’abbandono dei rifiuti. Anche qui, cittadini e comitati protagonisti di forme di volontariato, in questo caso ambientale. Ma non solo.

Un altro spunto lo offre la scuola, da nord a sud, coinvolta in mille polemiche tra didattica a distanza e azioni di distanziamento. Decine e decine sono le iniziative – che la tecnologia aiuta a realizzare e a diffondere – a supporto dei ragazzi contro la povertà educativa e delle famiglie con iniziative a sostegno della genitorialità. Molto interessanti le esperienze “ibride”: fare lezione all’aperto, sia con libri che con tablet, prendendosi cura non solo dell’educazione di grandi e piccoli ma anche dello spazio verde che ospita l’attività.

Non mancano – in questa carrellata dei 3900 contenuti, circa 50 al giorno in media – esperienze esclusivamente virtuali come l’ultima edizione della Smart Week di Milano sul tema della Città “Equa e Sostenibile”, così ufficialmente presentata: “l’equità è una condizione indispensabile in questo periodo storico per rigenerare un sistema che veda un rapporto più armonico tra tutte le sue parti. La sostenibilità è sempre più un passaggio di conoscenza tra le generazioni, proprio in un momento in cui società, economia e ambiente hanno molti più gradi di interazione fra loro”.

La città “smart” è citata in minima parte, un segnale debole che lancia però un tema forte: quello della “social smart city”. Lo porta alla ribalta “Cives”, il laboratorio sul bene comune, che ha organizzato – proprio in queste settimane – a Benevento un interessante dibattito sulle città del futuro, sottolineando come una smart city non possa essere “solamente” una città tecnologica.

“Un modello di smart city alternativo è quello in cui è possibile utilizzare in chiave creativa le tecnologie potenziando le possibilità di partecipazione dei cittadini, attivando processi di rigenerazione urbana, sostenendo processi comunitari per l’attivazione di nuovi servizi progettati dagli utenti stessi adottando processi deliberativi e anche diversificando gli approcci per costruzione di aree culturali urbane. La smart city, citando il sociologo Sennett è una città storta (come i centri storici di origine medievale), aperta e modesta” (dall’intervento di Marino Cavallo, responsabile dell’ufficio ricerca e innovazione della città metropolitana di Bologna, ospite dell’evento).

Sarà forse questo uno dei modi per esprimere la nostra “u-mani-nità digitale”?

#cittadinanzaattiva #cittadinidigitali #umanidigitali #smartcity #socialsmartcity

L’articolo è stato pubblicato sul blog 6memes del gruppo MAPS. Qui l’articolo originale.