Perché la luce è fondamentale nella città
Una illuminazione pensata con consapevolezza trasforma un “non-luogo” anonimo in uno spazio abitabile, accessibile e accogliente. La luce non è solo un complemento tecnico, bensì “uno strumento ed elemento fondamentale di rigenerazione urbana”.
Attraverso un progetto di lighting design è possibile rendere più vivibili piazze, vie, aree urbane anche dopo il tramonto — restituendo loro anima, sicurezza, identità.
La sicurezza e il senso di appartenenza: la città pensata per le persone
Un’illuminazione adeguata non serve solo a “vedere meglio” di notte. Serve a far sentire le persone al sicuro — e quindi a farle vivere lo spazio urbano. Luoghi bui, trascurati, poco curati, tendono a spingere le persone a evitarli.
Al contrario, un’illuminazione pensata contribuisce a far nascere un legame tra cittadini e spazio: valorizza il patrimonio architettonico o sociale, respinge il senso di abbandono, suggerisce cura e attenzione.
Per rendere concreta questa idea, però, è fondamentale che il progetto non sia calato dall’alto, ma condiviso con la comunità che vive quei luoghi — con i residenti, con chi li attraversa ogni giorno. Solo così la luce può davvero rispondere a esigenze reali e diventare un “atto di cura” della città.
Un esempio di questo approccio è il progetto “Lighting for Genoa” che abbiamo realizzato tra il 2021 e il 2024: un progetto di lighting design urbano applicato al centro storico di Genova.
Voluto dal Comune di Genova e coordinato da noi con la direzione creativa della nostra socia lighting designer Stefania Toro, il progetto ha interessato 9 piazze del centro storico, con installazioni permanenti pensate ad hoc per ciascuno spazio. Ogni piazza è stata affidata a una diversa lighting designer, parte della rete italiana Women in Lighting Italia.
Non si è trattato di sostituire semplicemente lampioni o aumentare la quantità di luce: l’intervento ha voluto valorizzare lo spazio urbano, i percorsi pedonali, la facciata degli edifici, gli accessi.
Il progetto ha migliorato la percezione di sicurezza nelle piazze e nei percorsi del centro. Ha offerto un esempio di come la luce — pensata e progettata — possa essere elemento di coesione sociale, inclusione, identità urbana, valorizzazione del patrimonio, oltre che di utilità e comfort.
Il progetto è stato riconosciuto anche a livello internazionale: “Lighting for Genoa” ha vinto il Cities & Lighting Award 2024, come miglior intervento di illuminazione urbana che migliora qualità della vita e vivibilità.
Un altro esempio di progettazione della luce per lo spazio urbano è quello che stiamo portando avanti in provincia di Udine, per la precisione nei borghi del comune di Sauris. Un progetto che per la prima volta, si avvale dell’elemento luce per la valorizzazione dei borghi, mettendo in valore le proprie architetture, i luoghi di culto, gli affreschi in esterno e l’illuminazione stradale pubblica. Una visione complessiva che ha l’unico obiettivo di mettere al centro il borgo e le persone che lo vivono per unire valorizzazione e benessere psicologico.
Per fare questo si sta lavorando a stretto contatto con le amministrazioni comunali. Siamo nella fase iniziale in cui i sopralluoghi permettono di prendere visione dello stato di fatto. Si continuerà con incontri con la cittadinanza e le istituzioni per raccogliere i desiderata, le suggestioni, per capire come le persone intendono il concetto di benessere visivo di notte.
Si procederà poi alla progettazione vera e propria, con prove tecniche puntuali e la fase conclusiva realizzativa.
La progettazione della luce: un processo che deve partire dalle persone
Non basta aumentare i corpi illuminanti per migliorare l’illuminazione delle città: serve una cultura della luce — ovvero la consapevolezza che la luce non è un “accessorio” finale, ma parte integrante della progettazione urbana.
Questo significa:
- Coinvolgere la comunità: residenti, chi attraversa quotidianamente il luogo, per capire le esigenze reali, le criticità, i percorsi, i flussi.
- Pensare la luce come parte del progetto complessivo dello spazio — insieme ad architettura, mobilità, paesaggio, funzioni sociali.
- Utilizzare tecnologie adeguate — luci LED, installazioni artistiche, sensori, livelli di intensità variabili — per creare ambienti accoglienti, vivibili, sicuri, anche la notte.
Il risultato è che lo spazio urbano non sia più solo un “contenitore” fisico, ma uno spazio progettato attorno a chi lo vive — con le sue abitudini, le sue vite, le sue esigenze.
La luce come diritto urbano
In sintesi possiamo dire che il design della luce in ambito urbano non è un “extra”: è un diritto delle persone a vivere la città in sicurezza, bellezza e dignità — anche di notte.