L’Intelligenza Artificiale sta entrando prepotentemente nelle nostre vite, anzi già ne fa parte: se ne provano e discutono le applicazioni, le implicazioni e le contraddizioni in un crescendo quotidiano che trova sfogo in maniera diretta o indiretta in ogni tipo e fonte di comunicazione. Con essa invece di diminuire cresce l’imprevedibilità del futuro.
Quanto vale la consapevolezza del futuro in tutto ciò che si dice sull’Intelligenza Artificiale?
Per gli italiani che scrivono, leggono o commentano l’IA (in tutte le fonti web, social o tradizionali) il futuro viene citato in maniera consapevole solo nel 18% dei casi, mediamente 32.000 news messaggi articoli e servizi sui circa 180.000 mensili in cui si parla di Intelligenza Artificiale. Prevale di molto la mancanza di visione, l’interrogazione consapevole o il semplice interesse di massa su quello che nel bene o nel male succederà, anche se – segnale debole in controtendenza – quando i contenuti dei messaggi collegano il futuro con l’Intelligenza Artificiale, le persone reagiscono con un interessamento e una curiosità sempre maggiore (engagement doppio).
Negli ultimi tre mesi (15 dicembre – 15marzo) il futuro sposato all’IA è emerso in media 910 volte al giorno quando collegato agli aspetti più esistenziali e sociali, e 550 volte se misurato sul solo impatto economico (fonte Monitoring Emotion, Words-Condiviso Genova). I dati elaborati a livello nazionale sono stati confrontati con un campione di circa 2.200 comunicazioni che citavano espressamente la Liguria, alla ricerca di comportamenti conformi o anomali se paragonati con il resto d’Italia.
Rispetto al tam-tam nazionale sulla positività o negatività della IA, la Liguria sembra stare molto di più alla finestra (neutralità nel sentiment al 57,6% rispetto alla media nazionale del 49.6%), gli uomini sono più negativi delle donne, ma ambedue al di sotto delle medie nazionali, cosa che non avviene parlando di adulti e anziani assai più negativi (9,9% in Italia, 16,7% in Liguria). La distonia più assoluta arriva quando si parla di Intelligenza Artificiale nel rapporto con i bambini e gli adolescenti: gli italiani che la temono sono il 30,1% (in Liguria il 6,5%) e i messaggi che invece ne vedono il lato positivo in Italia sono solo il 26,5% mentre in Liguria il 47,7%. Per quanto riguarda i robot, infine in Liguria fanno poca paura (1,1% di sentiment negativo) in Italia di più (6%).
Andando ad analizzare più a fondo come l’Intelligenza Artificiale viene percepita sul futuro dell’economia, sono state prese in considerazione tre categorie socioeconomiche: visione imprenditoriale, qualità del lavoro, impatto occupazionale.
Sul primo aspetto, l’IA e la visione imprenditoriale (processi, meccanismi decisionali e modelli di business), in Liguria prevale la cautela: solo il 21,9% della comunicazione che la riguarda è orientata in senso positivo rispetto al 48,1% nazionale. Un forte riscontro di novità sull’argomento è venuto dalla “Biennale dell’Economia Cooperativa” che si è tenuta a Genova il 26 e 27 febbraio che è entrata nel merito indicando soluzioni innovative sulla proprietà dei dati, l’accesso alle piattaforme digitali e sulla IA connessa ai valori e alla governance di tipo cooperativo nello sviluppo industriale: “inclusiva, trasparente e responsabile”.
Sulla qualità del lavoro e l’impatto della IA i liguri sono più scettici e sospettosi della media degli italiani: per il totale Italia il sentiment è positivo al 57,7% e negativo al 2,1% mentre dove entra in ballo la Liguria il positivo è fermo al 40,7% e il negativo al 14%. La ragione più forte del sentiment negativo è una news comparsa sul sito “Salute Domani” ripresa da altre fonti in cui si cita la Liguria per la perdita di personale direttivo medico che ha l’obbligo “di gestire, governare e indirizzare anche l’intelligenza artificiale e le nuove tecnologie, ma che oggi non ha gli strumenti e la forza per farlo”.
Sull’impatto occupazionale il sentiment italiano è negativo al 8,4% (“Fabbriche di auto senza operai entro il 2030: ma poi chi comprerà le auto?”) e positivo al 34,9%. Bilancio più ottimista per la Liguria che nel periodo analizzato ha un trend negativo al 5,6% (“fragilità dell’economia reale”) e positivo al 42,1% (giovani predisposti all’innovazione, portualità in evoluzione, blue economy).
Al convegno “L’IA nell’industria in Liguria e in Italia” organizzato da Digital Innovation Hub Liguria il 12 marzo al Palazzo della Borsa su questo argomento, fra le molte suggestioni si è assistito ad un cambiamento di paradigma. Fino ad oggi quando le aziende manufatturiere parlavano di “digital worker” si riferivano a figure umane dotate di competenze digitali avanzate. Più recentemente il termine ha assunto un significato diverso: indica l’introduzione negli uffici di una nuova categoria di lavoratori, assistenti virtuali intelligenti, robot basati su software AI.
“Pagheranno l’INPS?” qualcuno si è chiesto in sala.

Andamento dell’interesse sull’impatto sociale e economico della IA in Liguria dal 15/12/25 al 15/3/26
Sergio Di Paolo