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Silvia Badalotti intervistata da D Repubblica sul progetto L’Utopie du Corps

Siamo felici di condividere che la nostra socia Silvia Badalotti è stata protagonista di un’intervista pubblicata da D Repubblica, uno dei principali magazine italiani dedicati a cultura, arte e società.

Intervista completa su D repubblica.it, a cura di Gloria Maria Cappelletti.

L’articolo approfondisce il progetto L’Utopie du Corps, una ricerca artistica recentemente conclusa che esplora il rapporto tra dati, intelligenza artificiale e rappresentazione dell’esperienza umana. Nato all’interno dell’Ospedale Policlinico San Martino di Genova, il lavoro ha trasformato informazioni raccolte attraverso una rete di sensori in immagini e paesaggi sonori generativi, offrendo una lettura inedita e poetica degli spazi di cura e delle relazioni che li attraversano.

“…giacché tra me e me, o meglio fra Io e io, si insinua il tempo, de è lui che ci separa.”
“Dentro questo brutto guscio che è la mia testa, dentro questa gabbia che non mi piace, dovrò mostrarmi e andare in giro; attraverso questa griglia dovrò parlare, guardare, essere guardato, dentro questa pelle dovrò marcire. Il mio corpo è il luogo a cui sono condannato senza appello.”

Nel corso dell’intervista, Silvia racconta il proprio approccio all’utilizzo dell’intelligenza artificiale come strumento creativo, sottolineando il ruolo centrale dell’artista nell’interpretazione dei dati e nella costruzione di nuove narrazioni visive. Una riflessione che evidenzia come le tecnologie emergenti possano diventare occasione di ricerca e sperimentazione, mantenendo al centro la sensibilità umana e la capacità dell’arte di generare significato.

“C’è un’esperienza che, almeno una volta tutti noi abbiamo fatto: sentire come un limite insuperabile o addirittura come una prigione il nostro essere costretti qui, in questo corpo, qui, dentro queste mani e questa pelle.”
“Il giardino è un tappeto, nel quale il mondo tutto intero realizza la sua perfezione simbolica, e il tappeto è un giardino che si muove attraverso lo spazio.”

L’attenzione dedicata da D Repubblica a questo progetto rappresenta un importante riconoscimento del percorso professionale e artistico di Silvia Badalotti e conferma l’interesse crescente verso le pratiche che intrecciano arte contemporanea, innovazione tecnologica e impatto sociale.

“Quante volte abbiamo desiderato stare negli occhi dell’altro a guardare noi, il nostro volto, i nostri tratti e i nostri gesti, nella loro verità, una verità certamente diversa da quella che possono offrirci lo specchio, la macchina fotografica, la cinepresa.”
“L’anima funziona nel mio corpo in un modo mirabile. Essa vi alloggia, certo, ma sa anche fuggirne: se ne fugge per vedere le cose attraverso la finestra di miei occhi, se ne fugge per sognare mentre dormo, per sopravvivere quando muoio.”

CREDITI

Artisti: Silvia Badalotti e StellareAle Bavo, FILOQ, Raffaele Rebaudengo
Curatela: Maria Pina Usai / U-BOOT Lab
Ricerca scientifica: Elia Moscoso Thompson / CNR
Nell’ambito di: RAISE – Spoke 1 (CNR)
Si ringrazia: IRCCS Azienda Ospedaliera Metropolitana (AOM)

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