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Il digitale per il b2b

Claudio Fogliato, socio fondatore di Webvisibility ha intervistato Luigi Wilmo Franceschetti, Co-owner di Saccheria F.lli Franceschetti e Co-Founder e CEO di ELI WMS, sul tema dei vantaggi che porta la digitalizzazione applicata al B2B.

La Saccheria F.lli Franceschetti è un’azienda di Brescia che dal 1970 si occupa della produzione e della commercializzazione di big bags, contenitori bianchi flessibili dalle svariate applicazioni, dal settore chimico, a quello agricolo, postale, ecc. L’azienda ha una tradizione familiare e opera in una filiera molto tradizionale, ma nonostante ciò Luigi Wilmo Franceschetti, insieme alla cugina e co-owner Luisa Franceschetti, ha deciso di puntare su soluzioni digitali e innovative per la sua azienda, che gli hanno portato grandi benefici e soddisfazioni.

La prima delle soluzioni digitali introdotte è stata l’apertura dell’e-commerce della saccheria, il quale ha permesso di spostare online una parte di clienti, quelli “noiosi” che comprano un prodotto standardizzato o i piccoli clienti. Questo nuovo tassello aggiunto al business aziendale ha migliorato e ampliato il processo di vendita e ha permesso ai venditori di concentrarsi sulle transazioni custom che richiedono, ancora per il momento, una relazione con il pubblico.

La seconda innovazione digitale è ELI WMS, un software nato dalla necessità dell’azienda di gestire in modo ottimale il suo imponente magazzino (la Saccheria gestisce circa 250 container al giorno con 48000 pallet). È per andare incontro a questa necessità che è nata ELI WMS, ad oggi una società a sé stante apprezzata in tutto il mondo. Infatti, è stata pubblicizzata da Google USA sul Financial Times e altre importanti riviste come caso di PMI innovativa che ha saputo utilizzare i tools di Google per creare un software in cloud di gestione della merce.

Sia l’introduzione dell’e-commerce che di ELI WMS sono testimonianza di come si possono trarre benefici importanti nel B2B quando si investe sulla digitalizzazione dei processi. Infatti, grazie ad automazione e digitalizzazione si riesce a risolvere un problema di ripetizione e così facendo si libera la creatività.

L’intervento di Luigi Wilmo Franceschetti si è tenuto all’interno di UMANESIMO DIGITALE, l’incontro annuale organizzato da Condiviso. Vuoi saperne di più? Leggi la news

Scopri di più su ELI WMS e sulla Saccheria F.lli Franceschetti.

PNRR

Iacopo Avegno, vice Direttore Generale della Presidenza della Regione Liguria, ci ha spiegato in cosa consiste il PNRR e quali e quanti sono i suoi obiettivi.

PNRR significa “Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza”: la ripresa è quella auspicata a partire dalla crisi economica e sociale dovuta al Covid-19, la resilienza riguarda l’Italia e la sua capacità di rilanciarsi e ripartire. Si tratta di un piano studiato a livello centrale, ma che coinvolge molto anche la nostra regione. La Regione Liguria sarà protagonista del PNRR non tanto per la gestione dei fondi, quanto nell’aiutare le aziende liguri, soprattutto piccole e medie imprese, a organizzare questi fondi e a poterne usufruire. Quindi, cos’è il PNRR?

Parlare del PNRR è complesso perché si tratta di un ambizioso progetto europeo, forse la più grande sfida che questo paese abbia avuto l’occasione di affrontare in tanti anni; si parla di 191 miliardi di euro prestati o regalati dall’Unione Europea all’Italia, a cui il nostro governo ha aggiunto fondi per circa una trentina di miliardi. Sono cifre incredibili e oltre la nostra comprensione.

Il programma ha il tipico stile europeo: milestone, obiettivi, tempi molto definiti, stile e scadenze chiare (spendere tutto nelle iniziative previste entro il 2026) per fare investimenti.

Il PNRR si occupa sia di interventi finanziari che di riforme che devono essere attuate dal governo per raggiungere gli obiettivi prefissati. Mentre le riforme riguardano temi trasversali (inclusione sociale, parità di genere e dei giovani, ecc.), il piano di intervento finanziario si articola al suo interno in 6 macroaree di intervento: l’innovazione e la digitalizzazione, a cui sono destinati il 20% dei fondi, la transizione ecologica a cui spetta il 37%, le infrastrutture non stradali, il lavoro (dentro cui è presente il Programma GOL volto al potenziamento e l’upskilling delle persone e all’accesso al lavoro), l’inclusione sociale e la sanità.

Per scendere nel dettaglio sulla prima missione, digitalizzazione e innovazione, che ci riguarda più da vicino, questa contiene in sé anche i temi della cultura e del turismo. L’investimento che può interessare alle piccole e medie imprese consiste in una serie di crediti d’imposta e di facilitazione al credito e all’investimento e fondi rotativi, inseriti specialmente nel turismo e nell’industria 4.0.

L’investimento della prima missione è fatto con la prospettiva di trasformare il modo in cui si fa impresa, digitalizzando i processi delle imprese stesse che, nel sistema italiano, dove ci sono tante PMI, fanno fatica a stare dietro ai processi d’innovazione. Il PNRR deve quindi investire per far sì che i sistemi delle imprese si possano innovare e possano quindi digitalizzarsi. Un esempio? L’e-commerce.

Il PNRR è stato concepito in maniera molto centrale e verticistica e purtroppo non molto partecipata: ogni ministero ha le sue componenti nell’ambito delle quali si decide se fare bandi rivolti alle imprese, se fare dei bandi rivolti a enti locali, se scegliere soggetti attuatori, come le regioni, che a loro volta fanno i bandi, o se ripartire i fondi. Nella definizione del programma e degli obiettivi strategici non c’è stato il coinvolgimento del territorio, ma sono state fatte scelte verticali dai governi, in parte da quello Conte e poi riviste da quello Draghi. Essendoci questa massa di denaro che si manifesterà sotto forma di bandi, i territori dovranno saper esprimere progettualità senza aspettare che arrivi il bando per avere il progetto, bisognerà quindi farsi trovare pronti.

In Regione Liguria è stato creato un gruppo di lavoro chiamato RADAR PNRR (iscriviti qui alla newsletter) il cui obiettivo è supportare le aziende liguri informandole sugli elementi che compongono le occasioni proposte dal PNRR. Come funziona questa task force?

L’idea è cercare di capire in anticipo le opportunità e mobilitare il territorio affinché sia pronto a questo intervento. Gabriella Drago (direttrice del Dipartimento Sviluppo Economico della Regione e coordinatrice della prima missione) insieme all’Assessore allo Sviluppo Economico Andrea Benvenuti hanno colto il tema della necessaria propositività del territorio e hanno creato il servizio RADAR, una newsletter per ascoltare e interagire con il partenariato sociale e le imprese e poter anticipare i bandi.

Qual è il ruolo del governo? Il lavoro del governo consiste sostanzialmente nel prendere un bando già esistente, ma con fondi limitati, e farlo crescere economicamente aumentandone i fondi grazie ai finanziamenti del PNRR. Quindi, in generale, ci sarà più spazio per ottenere finanziamenti a cui prima era più difficile accedere.

Ci saranno anche linee di investimento nuove, come le importanti misure sul turismo, fattore che in Liguria ha un grande peso, che potranno fare da volano per le nostre imprese turistiche; mentre relativamente all’argomento cultura, ci saranno progetti sui borghi e progetti mirati alla scuola inseriti nell’ambito della riqualificazione urbana.

La competizione sarà molta, se i territori saranno bravi nel fare rete, nell’essere propositivi e nel presentare idee e progetti che avevano già in cantiere, avranno più probabilità di accedere ai finanziamenti in arrivo.

Questo intervento di Iacopo Avegno è avvenuto all’interno di UMANESIMO DIGITALE. Leggi la news per sapere di più su questo evento organizzato da Condiviso.

Umanesimo Digitale

Giovedì 28 ottobre 2021 – ore 16:30

CONDIVISO | Calata Andalò di Negro, 16 – Genova

Umanesimo Digitale

Dal PNRR all’inbound marketing, dalla cyber security ai big data

 

Più la tecnologia avanza e più la gran parte delle imprese si trova ad affrontare una doppia sfida parallela: da una parte la trasformazione digitale e dall’altra il cambiamento delle persone e dell’organizzazione del lavoro. A questa situazione, tutt’altro che semplice da gestire, si aggiunge il cambiamento del contesto sociale ed economico accelerato dalla crisi pandemica. Anch’esso offre paradigmi di lettura diversi per le nostre aziende: crisi incombente da una parte, nuove opportunità dall’altra, economia della sopravvivenza e della chiusura entro le proprie mura da un lato e apertura all’economia civile e co-economy dall’altro.

Oggi le aziende consapevoli sanno che la sopravvivenza e lo sviluppo stanno nel ripensamento del proprio modello di crescita e contemporaneamente nella scelta e nella capacità di muoversi in entrambe le direzioni – le tecnologie e le persone – se vogliono cavalcare l’onda del cambiamento e cogliere le sue non comode opportunità. La moderna e necessaria visione strategica guarda al futuro ma ha un nome antico: si chiama “umanesimo”, “nuovo umanesimo industriale”.

L’incontro annuale di CONDIVISO del prossimo giovedì 28 ottobre è dedicato alla connessione tra tecnologia, persone e sostenibilità imprenditoriale. Come consuetudine sarà molto concentrato, dalle 16:30 alle 18:30, e si baserà sul racconto di attori del cambiamento intervistati da giornalisti specializzati ed esperti.

Il primo intervento di Iacopo Avegno, vice Direttore Generale della Presidenza della Regione Liguria, riguarda il PNRR, un’opportunità storica che offre importanti prospettive economiche e di sviluppo, che tuttavia si presenta come un treno già in corsa che deve essere preso al volo.

Segue l’intervista di Claudio Fogliato – socio fondatore di WebVisibility – a Luigi Wilmo Franceschetti Co-owner di Saccheria F.lli Franceschetti e Co-Founder e CEO di ELI WMS sulla digitalizzazione nel settore B2B con uno sguardo alle sue soluzioni alternative.

Non solo opportunità ma anche rischi, alcuni molto pericolosi, che portano le aziende a proteggersi online. “Cyber security e marketing: perché le aziende non possono fare a meno della sicurezza informatica” attraverso le domande di Raffaele Mastrolonardo, “data journalist” di Effecinque, a Luca Busi, CEO e Founder di GmgNet Digital Agency.

A seguire, l’intervista di Sara Di Paolo, Presidente di Condiviso e socia di Words, a Giuseppe Franceschelli, Responsabile delle Relazioni Strategiche e delle Alleanze presso Maps Group sui big data (“L’informazione al servizio del business”), che hanno consentito di passare dalle pochissime informazioni disponibili ad una loro sovrabbondanza generando una completa rivoluzione nei processi di marketing e non solo. Il problema che oggi si pone è “come estrarre le pepite d’oro nascoste sotto montagne di dati” (The Economist). Partecipa all’intervista anche Maurizio Sala CCO di Igoodi, azienda specializzata in avatar digitali.

L’evento ospita l’Infoday di Vetrina Imprese – la piattaforma web dedicata al tessuto imprenditoriale locale, realizzato dal Comune di Genova in collaborazione con Liguria Digitale grazie ai fondi del Programma Operativo Nazionale “Città Metropolitane 2014-2020” – e si chiude con la tavola rotonda che vede la partecipazione di Giuliana Bottino, Comune di Genova Direzione Sviluppo Economico, Progetti di Innovazione, Marina Sannipola, Job Centre srl, e Fulvia Campello, Liguria Digitale.

Modera l’incontro la giornalista Eva Perasso

L’evento vede la partecipazione di Sonia Sandei, vice presidente Confindustria Genova, e Mattia Rossi, presidente Legacoop Liguria.

L’evento si tiene in modalità mista, presso la sede di Condiviso nel pieno rispetto delle norme sulla sicurezza e in streaming tramite zoom.

Di seguito il link per la prenotazione: https://www.eventbrite.it/e/biglietti-umanesimo-digitale-194335912947

L’evento è organizzato da Condiviso in collaborazione con WebVisibility, GMGNet Digital Agency, EffeCinque, Igoodi e Words. Si ringraziano per la disponibilità Confindustria Genova Legacoop Liguria.

 

Per maggiori informazionie 

Condiviso 010 8568340

Sara Di Paolo 347 7706109

info@condiviso.coop

condiviso.coop

Verso la nuova scuola interattiva

Più di 200 insegnanti coinvolti in attività di aggiornamento professionale innovative che mettono al centro l’integrazione tra didattica in aula e didattica digitale

Fino al 23 settembre, quindici laboratori didattici e un hackathon (“maratona progettuale”) supportano gli insegnanti per integrare l’attività didattica in aula con la didattica digitale. Quasi 250 docenti, provenienti da scuole di tutte le regioni italiane, si sono iscritti e partecipano, su diverse piattaforme online tra loro coordinate, a questa iniziativa, con l’obiettivo di rafforzare le proprie competenze all’inizio di un anno scolastico che si prospetta non semplice, e dove – oltre agli elementi organizzativi e sanitari – è importante immaginare un modo innovativo di fare didattica. Un’implicita promessa: ogni docente diventerà lievito per la crescita, lo sviluppo e l’innovazione nel rispettivo contesto scolastico.

Si tratta dei progetti di formazione ideati e organizzati dall’Istituto Fortunio Liceti di Rapallo, finanziati dal Ministero dell’Istruzione che rispondono alle Linee Guida per la Didattica Digitale Integrata (DDI), nell’ambito dell’Azione #25 del Piano Nazionale Scuola Digitale (PNSD).

I 15 laboratori promuovono tematiche e metodologie innovative, modelli inclusivi per la didattica digitale, modalità di apprendimento cooperativo e collaborativo, dove la tecnologia è uno strumento a supporto e arricchimento dei percorsi didattici. I laboratori sono strutturati secondo tre macro-tematiche: futuro sostenibile, didattica come arte ed arte come didattica, linguaggi e tecnologia. L’hackathon è un percorso formativo per il Challenge Based Learning (formazione basata sul confronto), di fatto una maratona progettuale dove i partecipanti, divisi in team di lavoro, risponderanno alla sfida comune di creare nuove esperienze formative di educazione civica, in modalità ibrida.

“Sono due progetti didattici coraggiosi – dichiara Norbert Künkler, dirigente scolastico dell’istituto Liceti di Rapallo, ideatore ed organizzatore dei progetti – È importante, nei momenti più difficili, riuscire a fare cose grandi. I laboratori, così come l’hackathon, affrontano l’uso della didattica digitale all’interno della didattica in presenza, perché la didattica digitale è utile non solo quando si lavora a distanza. Lo stato di emergenza sanitaria internazionale ha sottoposto il sistema scolastico italiano ad una prova molto seria, per questo motivo è fondamentale fare tesoro degli aspetti più fecondi dell’esperienza vissuta, non riducendola o generalizzandola ad una semplice soluzione emergenziale, ma piuttosto inquadrandola nel tessuto vivo della ricerca metodologico-didattica”.

Per ulteriori informazioni collegarsi al sito dell’Istituto Liceti di Rapallo

Pubblicazioni di Cooperatives Europe

Realizzare una pubblicazione è un lavoro complesso e rigoroso: leggibilità, estetica e chiarezza del messaggio dipendono dall’impaginazione. La realizzazione di infografiche e illustrazioni aiutano in maniera immediata la comprensione del “mondo” che la pubblicazione rappresenta o racconta.

Cooperatives Europe realizza regolarmente diverse pubblicazioni: annual report, position paper. Per queste pubblicazioni, spesso tecniche e di difficile lettura, ci ha richiesto un approccio visivo che rendesse chiaro il contenuto prima ancora di leggerlo e approfondirlo.

Legambiente

Beni comuni, economia circolare, rigenerazione urbana, energia pulita. Legambiente e Legacoop, nell’ambito del progetto sulle cooperative di comunità, hanno curato un cofanetto di quattro pubblicazioni sui temi più attuali ed interessanti legati all'”economia alternativa” per una maggiore consapevolezza nell’utilizzo delle risorse.

I. Beni pubblici, valori comuni | Dal patrimonio ferroviario ai beni demaniali: le opportunità per lo sviluppo locale, gli strumenti e le buone pratiche Leggi

II. Futuro green. La sfida in comune | Le filiere economiche della sostenibilità ambientale nei territori delle aree interne Leggi

III. Rigenerare le città | Periferie e non solo. Numeri, proposte e strumenti per intervenire nelle grandi aree urbane. Creando comunità Leggi

IV. Energie libere | L’autoproduzione e la distribuzione di energia da fonti rinnovabili: la risposta delle comunità locali ai cambiamenti climatici Leggi

Può un bene pubblico, nella sue varie declinazioni possibili, diventare l’asset di un nuovo modello di sviluppo? A quali condizioni e con quali obiettivi?

Le proposte che cercano di dare una risposta a questi interrogativi presuppongono un sempre maggiore coinvolgimento dei cittadini nei processi decisionali e riguardano la gestione di alcuni beni demaniali come ad esempio le ferrovie storiche dismesse; il turismo consapevole degli alberghi diffusi, dei parchi e dei cammini storici; il fenomeno delle social street e del co-housing; l’autoproduzione e la distribuzione di energia da fonti rinnovabili e altro ancora.

Condiviso ha curato il progetto grafico e l’editing delle guide.

Evento Bastimento Darsena

Evento Bastimento è approdato in Darsena a metà settembre, aperto dalla tavola rotonda “Darsena 2027” presso l’auditorium del Mu.MA – Galata Museo del Mare, con la partecipazione di architetti, istituzioni ed esperti locali ed internazionali.

Il tema è stato – ovviamente – la Darsena, microcosmo dentro alla città che aspira ad essere ri-scoperto e messo a sistema. La Darsena genovese si trova in un punto d’intersezione tra due assi virtuali (uno trasversale tra il centro storico e il mare, uno longitudinale con il Porto Antico, a levante, e Ponte dei Mille e la Lanterna, a ponente) e – tra luci e ombre – ospita musei, facoltà, scuole, attività commerciali e artigianali, startup, pescatori, pescherecci, barche a vela, abitazioni private e luoghi di lavoro.

Obiettivo di Evento Bastimento è trasferire creatività e cultura, design e artigianato laddove c’è una domanda di novità, di cambiamenti e di opportunità. Il design, la storia e l’arte sono gli strumenti che ci aiuteranno a valorizzare la Darsena, a comprenderne l’anima e a restituire dignità a questo luogo storico.

Con la tavola rotonda, abbiamo dato inizio simbolicamente ad un conto alla rovescia che si concluderà nell’estate del 2017 con l’esposizione e la presentazione di idee e progetti realizzati durante uno workshop – organizzato in collaborazione con U-BOOT Lab – e dedicato ad architetti paesaggisti, lighting designer, economisti, artisti e studenti delle facoltà di Architettura ed Economia e dell’Accademia di Belle Arti.

Nell’edizione 2016, oltre a “Darsena 2027”, Evento Bastimento ha ospitato due “designer in banchina”: hanno presentato il loro lavoro e la loro filosofia il designer e produttore Gian Paolo Venier, cultore del design fatto “su misura”, attento all’uso dei materiali, alle texture e ad una tavolozza sofisticata, e Catarina Carvalho, manager di Darono, azienda portoghese che nei suoi prodotti combina l’arte dell’handmade con il design innovativo, riunendo in sé ispirazioni e tradizioni provenienti da culture differenti.

Evento Bastimento mette in evidenza luoghi e propone contaminazioni di arte e design. Abbiamo allestito due terrazze per offrire ai nostri ospiti e ai visitatori un punto di vista inusuale sulla vecchia Darsena. La terrazza Ponte 3 di Dialogo nel Buio e quella del Mirador presso il Galata Museo del Mare. L’allestimento – organizzato grazie al coinvolgimento di Pollericinque, primo VillaConceptStore – ha visto protagoniste aziende leader nel campo della ceramica, come Mutina e Ceramica Cielo, dell’acciaio come Cea Design, dello spazio bagno come Rexa Design e dei radiatori di arredo come Tubes, del decor come London Art wallpaper. Genoalamp ha fornito originali apparecchiature illuminotecniche per esterno di Platek, azienda selezionata per illuminare il Museo temporaneo di Christo e Jeanne Claude sul Lago d’Iseo. Mobilia ha presentato le sedute e gli elementi d’arredo outdoor di Fatboy. Oltre alle creazioni dell’azienda portoghese Darono, selezionata per la sua originalità nell’assemblare artigianalmente materiali tecnici e tradizionali.

 

L’allestimento ha fatto dialogare tra loro luoghi ed elementi di design e li ha messi in relazione, utilizzando il più possibile ciò che già esisteva come le ringhiere dei Ponti, il volume in ferro del vano scala di Dialogo nel Buio, i montanti delle vetrate, la parete nera interna alla sala conferenze utilizzata come sfondo scenico. È stato scelto per l’allestimento l’utilizzo del fieno per riportare al tempo in cui la Darsena era attraversata da carri trainati da animali da trasporto. L’allestimento e gli oggetti selezionati non dovevano prevalere sul paesaggio della Darsena ma integrarsi e rafforzarlo, accrescendone l’atmosfera suggestiva e creando nuovi scorci e nuovi punti di vista.

Evento Bastimento è anche installazioni urbane: due installazioni artistiche, curate da Francesca Busellato, hanno rivitalizzato spazi e prospetti di Palazzo Reale che affacciano sulla multiculturale via Pré, con le azioni artistiche “Those who tried to put the rainbow back in the sky” di Driant Zeneli e “Mediterraneo” di Ettore Favini.

Il coinvolgimento delle attività della pesca e della ristorazione attive in Darsena hanno infine consentito di offrire ai visitatori e agli ospiti la degustazione di alcune eccellenze locali.

Evento Bastimento è stato realizzato in occasione di Zones Portuaires, il festival internazionale delle città portuali (www.zonesportuaires-genova.net), realizzato a Genova dall’Associazione U-BOOT Lab e promosso da MEDSEA e da Incontri in Città.

Un sentito ringraziamento va alle istituzioni, alle attività economiche e commerciali, ai professionisti, alle associazioni e a tutte le persone che hanno partecipato e collaborato alla realizzazione di Evento Bastimento perché hanno dimostrato, con la loro presenza e il loro impegno, di credere in questo progetto e di voler essere protagonisti di questa ambiziosa trasformazione urbana.

Vi aspettiamo quindi carichi di idee e di novità alla prossima tappa, nel 2017!

Crowdfunding

Il crowdfunding, letteralmente “raccolta di fondi da una massa di persone”, è un modo di finanziare un progetto, per lo più tramite internet, attraverso piccoli contributi di gruppi molto numerosi che condividono un medesimo interesse oppure intendono sostenere un’idea innovativa.

Chi vuole sostenere un progetto, può farlo con un pledge (un impegno a investire una somma) e, se il progetto riesce a raccogliere abbastanza pledge entro il tempo limite, ogni sostenitore (backer) si vedrà addebitare la somma per cui si è impegnato e riceverà i prodotti (reward) che ha scelto. Se il progetto non raggiunge l’obiettivo, nessuno spende un soldo.

Kickstarter, ad esempio, è una piattaforma internazionale di crowdfunding per progetti creativi e innovativi, che sinora ha contribuito a finanziare oltre 100mila progetti in tutto il mondo per un totale di quasi 3 miliardi di dollari raccolti.

Il progetto MIOMIO, nato all’interno di Condiviso, è online proprio su Kickstarter ed è stato premiato dallo staff della piattaforma con il riconoscimento di “Project we love”, riservato ai progetti più promettenti e ben realizzati.

Campagna di crowdfunding

Crowdfunding: un progetto italiano nato all’interno di Condiviso sbarca in America!

CREATIVO

MIOMIO è un progetto creativo che propone abiti per bambini in cotone e canapa biologici, interamente prodotti in Italia, con un processo sartoriale artigianale di alta qualità.

Un progetto attento alla sostenibilità ambientale, culturale ed economica, alla provenienza dei materiali e al benessere delle persone che li lavorano.

DAL BASSO

Abbiamo deciso di lanciare MIOMIO tramite la piattaforma internazionale di crowdfunding Kickstarter, perché ci piace l’idea della produzione dal basso e il meccanismo del crowdfunding (grazie al quale si può sapere in anticipo quanti e quali oggetti produrre, senza inutile spreco di materiali) è perfetto per il questo progetto. Kickstarter è un serbatoio di idee grandi e belle e di innovazione.

ETICO

MIOMIO propone capi morbidi, amici dell’ambiente, atossici e confezionati a mano in Italia, secondo una filosofia che è il contrario della produzione in serie.

Sappiamo che per avere la possibilità di acquistare abbigliamento a buon mercato, come il fashion system ci ha ormai abituato, i veri costi economici e sociali sono interamente sulle spalle dei paesi poveri che contribuiscono al processo produttivo senza beneficiare dei reali proventi. Per questo abbiamo scelto di impostare il progetto MIOMIO sulla filiera corta oltre che sul biologico: stile italiano prodotto interamente in Italia, da artigiani locali, al giusto prezzo.

ITALIANO

Il design della prima collezione MIOMIO è studiato con cura, con il duplice obiettivo di ricercare uno stile originale e la massima comodità (i nostri modelli sono totalmente senza cerniere, bottoni o altre parti dure). E, soprattutto, nessun logo in vista.

Ogni capo MIOMIO è un pezzo unico, confezionato a mano in una piccolo sartoria artigianale del centro storico di Genova: lavoriamo con lentezza e produciamo solo piccole quantità su ordinazione.

SOLIDALE

Il progetto MIOMIO sostiene inoltre CIAI Equity Cambogia, che si occupa della prevenzione della mortalità materno-infantile nelle aree rurali.

Per ogni abito venduto, 2 euro andranno all’organizzazione per i programmi di sostegno alla maternità.

Dal 1968, CIAI ha aiutato oltre 20mila bambini e 10mila adulti a combattere malattie pediatriche e malnutrizione e a diminuire la mortalità materno-infantile.

Dolibarr

Le piattaforme gestionali Open Source si stanno rapidamente diffondendo tra le imprese e i professionisti, grazie all’abbattimento dei costi di start-up, personalizzazione e manutenzione e alla loro scalabilità e semplicità d’uso.

Il progetto Dolibarr è nato ormai da diversi anni e per il 2016 punta a rafforzare ulteriormente lo sviluppo delle funzionalità di ERP/CRM prestando attenzione soprattutto ai bisogni espressi dagli utenti attraverso i canali di supporto della comunità italiana e internazionale di Dolibarr.

Dolibarr è tra i più semplici sistemi ERP/CRM presente in rete, sia per chi lo deve installare, configurare e gestire sia per coloro che hanno il piacere di usarlo, accedendo al proprio ufficio sempre ed ovunque, tramite browser o con l’applicazione mobile.
È Basato su PHP e MySQL ed è in continua evoluzione, si adatta a qualsiasi implementazione, personalizzabile a misura di ogni business e attività attraverso i numerosi moduli scaricabili dal marketplace http://dolistore.com.

Grazie alla crescente comunità italiana, al suo forum e alla consulenza del circuito dei preferred partners è garantito il 100% di supporto.

Riflessioni sulla leadership

Riflessioni sulla leadership

Ad Harvard studiano come innovativa una forma di management che a Genova è consuetudine. È la leadership dell’understatement. Non eroismi ma “pazienti applicazioni”. Le piccole cose diventano grandi quando si guardano nella maniera giusta. “Quiet virtues and tempered radicals” (trasformare il mondo passo dopo passo a partire dalla base) sembra il titolo di una canzone rock, invece ci suggerisce il concetto del “management garbato”.

Spesso pensiamo ai leader come uomini coraggiosi e intrepidi, propensi al rischio e capaci di grandi azioni. Li consideriamo come fossero degli “eroi”. Joseph Badaracco, Professore di Business Ethics all’Università di Harvard, sostiene che non siano queste persone con il loro coraggio e con il loro talento a fare girare il mondo, ma piuttosto che il mondo vada avanti grazie alla somma di milioni di piccole e consequenziali decisioni che le persone (che non stanno “sotto i riflettori”) prendono ogni giorno. Baldaracco li chiama “quiet leader”, sono i manager che per affrontare le sfide più impegnative non scelgono azioni eroiche e manifeste, ma agiscono in modo paziente e attento, compiono un passo dopo l’altro e si muovono con riservatezza e senza lasciare vittime. Quello che vogliono è fare la “cosa giusta”, per le loro organizzazioni, per i loro collaboratori e per loro stessi.

Pensiero sviluppato anche dalla Professoressa Debra Meyerson, PhD e varie cattedre a Stanford, che – in 15 anni di ricerca – ha osservato centinaia di professionisti impegnati in processi di cambiamento culturale all’interno delle organizzazioni. La sua analisi in particolare si è concentra su quei manager che sono riusciti ad attivare importanti azioni innovative lavorando “dietro le quinte”, con azioni moderate, meno visibili di quelle tradizionali ma non per questo meno significative. Top manager che lei chiama “tempered radicals” perché “they are masters at transforming organizations from the grass roots” (sono maestri nel trasformare le organizzazioni dal basso).

Coopseurope General Assembly

Parigi, aprile 2015
Genova, settembre 2015

Condiviso ha partecipato con una certa curiosità allo YOUNG EUROPEAN COWORKING NETWORK, organizzato da COOPERATIVES EUROPE a margine della sua Assemblea Generale a Parigi. Insieme ad altri 60 cooperatori da tutta Europa abbiamo cominciato con ice breaker game per sentirci a nostro agio e provare a parlare dei principi e valori alla base di un nuovo network europeo, che metta in rete le buone pratiche, le idee e le opportunità di business e, allo stesso tempo, esprima dei rappresentanti che possano portare le istanze dei giovani del movimento cooperativo all’interno delle istituzioni nazionali e sovranazionali.

Da Parigi siamo tornati con l’idea di intercettare le energie del gruppo e di convogliarle su qualcosa di concreto. Ecco perché abbiamo subito cominciato a pensare alla costruzione di un network europeo indipendente di coworking con una filosofia simile alla nostra.

E siccome crediamo nell’importanza dello scambio personale e dell’incontro, anche nell’era delle tecnologie di comunicazione a distanza, abbiamo fatto in modo che almeno alcuni dei responsabili dei coworking europei con i quali ci piacerebbe lavorare in futuro ci raggiungessero per il nostro open day: un’occasione perfetta per scambiare punti di vista e stimoli e per cominciare un percorso insieme.