Comunicazione digitale, web, IT, social.
Piano media, comunicazione web e social, gestione media crisis, social media management, piani editoriali e azioni di comunicazione continua. Campagne ADV, Facebook e Instagram. Progettazione e sviluppo di siti web (realizzati secondo logica mobile first e responsive), e-commerce, app mobile per dispositivi Android, iOs e Windows Phone. Sviluppo software e personalizzazioni ad hoc. Attività di SEO. Servizi di hosting per web, mail, mailing list con gestione diretta della sicurezza e del backup dei dati. Fornitura di soluzioni per smart work basate su OwnCloud.

Palazzi dei Rolli

Condiviso, in collaborazione con Maps Group, ha partecipato alla realizzazione del nuovo sito web del Sito Patrimonio Mondiale UNESCO “Genova: le Strade Nuove e il sistema dei Palazzi dei Rolli”.

Per questo progetto abbiamo fatto un importante lavoro di ricerca stilistica della grafica, infatti, abbiamo deciso di ridisegnare tutte le facciate dei 42 Palazzi dei Rolli. Un lavoro corposo per rileggere in chiave nuova e più moderna le architetture delle facciate dei Palazzi. Le illustrazioni sono state realizzate dai nostri grafici Cristiano Ghirlanda e Laura Delfino.

Si è optato per una grafica in bianco e nero e per la costruzione di un percorso di visita creativo; il nuovo sito permette di navigare e conoscere i Palazzi con grande facilità, di raccogliere informazioni per la visita e di conoscere tutte le news e gli eventi in programma. La navigazione tra i Palazzi può essere fatta tramite le piazze e le strade in cui si trovano, per anno di presenza nell’elenco dei Rolli, se ad uso pubblico o privato e se visitabili o meno.

Oltre alle illustrazioni originali, nel sito sono presenti delle animazioni che rendono la navigazione più emozionante e coinvolgente, per esempio, il passaggio dal giorno alla notte delle illustrazioni delle facciate. Infine, Condiviso ha curato lo sviluppo web del sito e ha svolto le attività di SEO.

Ci siamo occupati dello sviluppo web dell’e-commerce Mr. Dee Still, una piattaforma che introduce nel mondo degli spirits consigliando nuovi drink, nuove ricette ed etichette originali.

La domanda di acquisti online è in continua crescita, di conseguenza dotarsi di un e-commerce ben sviluppato è un passaggio fondamentale per ogni azienda.

Per chi si sta approcciando al mondo dei distillati, ma anche per chi di drink è già un esperto, Mr. Dee Still è la risorsa a cui rivolgersi: i prodotti e le etichette presenti nell’e-commerce sono tantissimi e ognuno ha la sua storia e i consigli di utilizzo per fare ricette e abbinamenti da vero barman.

big data e smart body

Sara di Paolo, presidente di Condiviso e socia di Words, ha intervistato Giuseppe Franceschelli di Maps Group e Maurizio Sala di Igoodi; durante la conversazione si è parlato di come utilizzare informazioni e tecnologia per fare business.

Big data” è probabilmente l’espressione più citata quando si parla di digitale. Con questo termine si intende un insieme ampissimo di dati tale da necessitare di tecnologie avanzate per gestirlo. Grazie ai big data possiamo avere a disposizione moltissime informazioni che permettono, se gestite e analizzate correttamente, di creare nuovi campi imprenditoriali, ma anche di semplificare la nostra vita. Ma proprio perché la mole dei dati nel mondo è enorme e continuamente in crescita, il problema che oggi si pone è “come estrarre le pepite d’oro nascoste sotto montagne di dati” (The Economist) e come utilizzarle al meglio nel business.

Giuseppe Franceschelli lavora in Maps Group, un’azienda specializzata nella gestione di big data e nella costruzione di sistemi che consentano di “distillare le pepite” per creare dei percorsi digitali. Giuseppe racconta come Maps Group abbia deciso di operare nei settori in cui la gestione dei dati può portare maggiori vantaggi verso il mercato e la popolazione.

Uno dei campi di interesse è, per esempio, il settore della sanità, in cui la sfida è elaborare modelli digitali ottimali che rendano, da un lato, più facile e piacevole il viaggio di un paziente all’interno di una struttura sanitaria, e che creino, dall’altro, le condizioni migliori in cui il personale sanitario possa svolgere il proprio lavoro.

Un altro ambito in cui Maps Group ha concentrato i propri sforzi è quello della digitalizzazione necessaria per la gestione di produzione, distribuzione e utilizzo dell’energia elettrica. La transizione ecologica prevede un passaggio dall’energia prodotta con carbon-fossile a tipi di energia che sono definite “green”, rinnovabili. Le energie rinnovabili però hanno una caratteristica: sono impulsive e non programmabili. Per questo motivo, per far sì che il sistema sia stabile (che l’energia presente in ciascuna presa elettrica sia sempre la stessa), è necessario operare un bilanciamento energetico. Bisogna che ci sia un software che operi per coordinare e orchestrare i dati prodotti dai vari impianti che immettono energia elettrica sulla rete distributiva in modo che chiunque possa utilizzarla in maniera stabile.

Maurizio Sala, CCO di Igoodi, ha introdotto un nuovo data set, il corpo umano. Igoodi è una start up nata nel 2015 ed è la prima avatar factory italiana, una company di alta tecnologia specializzata nella digitalizzazione del corpo umano. L’obiettivo è riportare nel digitale il corpo umano reale con tutte le sue unicità per creare un avatar che sia la riproduzione fedele del corpo, sia dal punto di vista dell’immagine fisica, ma anche dal punto di vista dei dati biometrici e antropometrici.

Le applicazioni che possono avere gli avatar digitali sono molteplici e in parte ancora da scoprire: dallo shopping al gaming online, ma anche, grazie ai dati biometrici, avere informazioni sul wellness index che possono essere utilizzate con finalità dietetiche alimentari o per percorsi di allenamento. Un altro grandissimo campo di applicazione è quello riguardante gli aspetti medici sanitari, dall’ortopedia alla riabilitazione motoria.

L’idea che sta alla base del progetto di Igoodi è quella di semplificare la nostra vita digitale: in un mondo sempre più tecnologico nel quale si svolgono in rete moltissime attività quali, per esempio, lavoro, relazioni e acquisti, l’unico aspetto che mancava era il corpo. Igoodi risponde proprio a questa esigenza e cerca di portare il corpo di ciascuno di noi, con le sue unicità, nel digitale.

Entrambe queste storie sono testimonianza di una transazione digitale in piena corsa che da nuovi data set trova nuovi mercati e nuove opportunità per le persone.

Questa intervista si è svolta nella cornice di UMANESIMO DIGITALE, l’incontro annuale organizzato da Condiviso. Per saperne di più leggi la news relativa all’evento.

cyber security e marketing

Raffaele Mastrolonardo, giornalista e socio fondatore di Effecinque, ha intervistato Luca Busi, fondatore e amministratore delegato di Gmg Net, per capire come le aziende si devono rapportare al tema della sicurezza informatica e come questa si lega con il marketing.

In un mondo in cui la tecnologia gioca un ruolo fondamentale, per le aziende non ci sono solo grandi opportunità ma anche grandi rischi. La cyber security è un tema sempre più attuale che in pochi anni ha superato la barriera invisibile che separa un argomento di nicchia, per addetti ai lavori, da un argomento da prima pagina dei giornali o da apertura dei tg.

Sempre più spesso sentiamo parlare di cyber security, ma siamo portati a pensare che sia una problematica che riguarda casi grossi ed eclatanti e che non possa succedere nulla di simile a individui e piccole e medie imprese che sono relativamente piccole e relativamente poco conosciute. Questa sensazione è abbastanza diffusa ma è ingannevole. Bisogna considerare che i cyber criminali non sono interessati alle piccole realtà per i loro dati, ma sono interessati alle vulnerabilità che queste esprimono verso internet perché possono essere utilizzate per veicolare attacchi verso terzi. È quindi un’idea erronea credere di non poter essere violati, per questo la cyber security deve essere considerata un problema che riguarda chiunque agisca sul mercato. 

Il problema di sicurezza è reale e la portata del pericolo consistente. Ottobre 2021 è stato il mese della cyber security e in questa occasione sono uscite molte statistiche che hanno rilevato una situazione preoccupante per l’Italia. Il nostro paese è il secondo a livello europeo per numero di attacchi, dato che ha subito un aumento del 36% rispetto all’anno scorso.

Anche le piccole realtà devono iniziare a pensare a come proteggersi per far sì che diminuisca complessivamente il numero di attacchi e si crei intorno a loro un ecosistema digitale più sicuro.

Bisogna anche considerare che ogni azione di marketing che le aziende mettono in campo, aumenta da un lato la visibilità online verso potenziali nuovi clienti, ma dall’altro aumenta anche la visibilità verso possibili attacchi informatici. Per questo motivo ogni processo di marketing dovrebbe sempre essere affiancato da un processo di cyber security che valuti i rischi e metta in atto rimedi per evitare situazioni spiacevoli.

La conclusione è che la cyber security non è più solo necessaria ma è diventata fondamentale. Tutte le aziende devono proteggersi dai possibili attacchi perché la sicurezza del singolo contribuisce a creare un ecosistema digitale sicuro in cui piccole e medie imprese non possono venire strumentalizzate per creare danno a terzi.

L’intervista di Raffaele Mastrolonardo a Luca Busi è avvenuta durante la giornata organizzata da Condiviso, UMANESIMO DIGITALE. Per avere più informazioni leggi la news dell’evento.

 

Rapporto Clusit Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica:

2021

2022

Il digitale per il b2b

Claudio Fogliato, socio fondatore di Webvisibility ha intervistato Luigi Wilmo Franceschetti, Co-owner di Saccheria F.lli Franceschetti e Co-Founder e CEO di ELI WMS, sul tema dei vantaggi che porta la digitalizzazione applicata al B2B.

La Saccheria F.lli Franceschetti è un’azienda di Brescia che dal 1970 si occupa della produzione e della commercializzazione di big bags, contenitori bianchi flessibili dalle svariate applicazioni, dal settore chimico, a quello agricolo, postale, ecc. L’azienda ha una tradizione familiare e opera in una filiera molto tradizionale, ma nonostante ciò Luigi Wilmo Franceschetti, insieme alla cugina e co-owner Luisa Franceschetti, ha deciso di puntare su soluzioni digitali e innovative per la sua azienda, che gli hanno portato grandi benefici e soddisfazioni.

La prima delle soluzioni digitali introdotte è stata l’apertura dell’e-commerce della saccheria, il quale ha permesso di spostare online una parte di clienti, quelli “noiosi” che comprano un prodotto standardizzato o i piccoli clienti. Questo nuovo tassello aggiunto al business aziendale ha migliorato e ampliato il processo di vendita e ha permesso ai venditori di concentrarsi sulle transazioni custom che richiedono, ancora per il momento, una relazione con il pubblico.

La seconda innovazione digitale è ELI WMS, un software nato dalla necessità dell’azienda di gestire in modo ottimale il suo imponente magazzino (la Saccheria gestisce circa 250 container al giorno con 48000 pallet). È per andare incontro a questa necessità che è nata ELI WMS, ad oggi una società a sé stante apprezzata in tutto il mondo. Infatti, è stata pubblicizzata da Google USA sul Financial Times e altre importanti riviste come caso di PMI innovativa che ha saputo utilizzare i tools di Google per creare un software in cloud di gestione della merce.

Sia l’introduzione dell’e-commerce che di ELI WMS sono testimonianza di come si possono trarre benefici importanti nel B2B quando si investe sulla digitalizzazione dei processi. Infatti, grazie ad automazione e digitalizzazione si riesce a risolvere un problema di ripetizione e così facendo si libera la creatività.

L’intervento di Luigi Wilmo Franceschetti si è tenuto all’interno di UMANESIMO DIGITALE, l’incontro annuale organizzato da Condiviso. Vuoi saperne di più? Leggi la news

Scopri di più su ELI WMS e sulla Saccheria F.lli Franceschetti.

Umanesimo Digitale

Giovedì 28 ottobre 2021 – ore 16:30

CONDIVISO | Calata Andalò di Negro, 16 – Genova

Umanesimo Digitale

Dal PNRR all’inbound marketing, dalla cyber security ai big data

 

Più la tecnologia avanza e più la gran parte delle imprese si trova ad affrontare una doppia sfida parallela: da una parte la trasformazione digitale e dall’altra il cambiamento delle persone e dell’organizzazione del lavoro. A questa situazione, tutt’altro che semplice da gestire, si aggiunge il cambiamento del contesto sociale ed economico accelerato dalla crisi pandemica. Anch’esso offre paradigmi di lettura diversi per le nostre aziende: crisi incombente da una parte, nuove opportunità dall’altra, economia della sopravvivenza e della chiusura entro le proprie mura da un lato e apertura all’economia civile e co-economy dall’altro.

Oggi le aziende consapevoli sanno che la sopravvivenza e lo sviluppo stanno nel ripensamento del proprio modello di crescita e contemporaneamente nella scelta e nella capacità di muoversi in entrambe le direzioni – le tecnologie e le persone – se vogliono cavalcare l’onda del cambiamento e cogliere le sue non comode opportunità. La moderna e necessaria visione strategica guarda al futuro ma ha un nome antico: si chiama “umanesimo”, “nuovo umanesimo industriale”.

L’incontro annuale di CONDIVISO del prossimo giovedì 28 ottobre è dedicato alla connessione tra tecnologia, persone e sostenibilità imprenditoriale. Come consuetudine sarà molto concentrato, dalle 16:30 alle 18:30, e si baserà sul racconto di attori del cambiamento intervistati da giornalisti specializzati ed esperti.

Il primo intervento di Iacopo Avegno, vice Direttore Generale della Presidenza della Regione Liguria, riguarda il PNRR, un’opportunità storica che offre importanti prospettive economiche e di sviluppo, che tuttavia si presenta come un treno già in corsa che deve essere preso al volo.

Segue l’intervista di Claudio Fogliato – socio fondatore di WebVisibility – a Luigi Wilmo Franceschetti Co-owner di Saccheria F.lli Franceschetti e Co-Founder e CEO di ELI WMS sulla digitalizzazione nel settore B2B con uno sguardo alle sue soluzioni alternative.

Non solo opportunità ma anche rischi, alcuni molto pericolosi, che portano le aziende a proteggersi online. “Cyber security e marketing: perché le aziende non possono fare a meno della sicurezza informatica” attraverso le domande di Raffaele Mastrolonardo, “data journalist” di Effecinque, a Luca Busi, CEO e Founder di GmgNet Digital Agency.

A seguire, l’intervista di Sara Di Paolo, Presidente di Condiviso e socia di Words, a Giuseppe Franceschelli, Responsabile delle Relazioni Strategiche e delle Alleanze presso Maps Group sui big data (“L’informazione al servizio del business”), che hanno consentito di passare dalle pochissime informazioni disponibili ad una loro sovrabbondanza generando una completa rivoluzione nei processi di marketing e non solo. Il problema che oggi si pone è “come estrarre le pepite d’oro nascoste sotto montagne di dati” (The Economist). Partecipa all’intervista anche Maurizio Sala CCO di Igoodi, azienda specializzata in avatar digitali.

L’evento ospita l’Infoday di Vetrina Imprese – la piattaforma web dedicata al tessuto imprenditoriale locale, realizzato dal Comune di Genova in collaborazione con Liguria Digitale grazie ai fondi del Programma Operativo Nazionale “Città Metropolitane 2014-2020” – e si chiude con la tavola rotonda che vede la partecipazione di Giuliana Bottino, Comune di Genova Direzione Sviluppo Economico, Progetti di Innovazione, Marina Sannipola, Job Centre srl, e Fulvia Campello, Liguria Digitale.

Modera l’incontro la giornalista Eva Perasso

L’evento vede la partecipazione di Sonia Sandei, vice presidente Confindustria Genova, e Mattia Rossi, presidente Legacoop Liguria.

L’evento si tiene in modalità mista, presso la sede di Condiviso nel pieno rispetto delle norme sulla sicurezza e in streaming tramite zoom.

Di seguito il link per la prenotazione: https://www.eventbrite.it/e/biglietti-umanesimo-digitale-194335912947

L’evento è organizzato da Condiviso in collaborazione con WebVisibility, GMGNet Digital Agency, EffeCinque, Igoodi e Words. Si ringraziano per la disponibilità Confindustria Genova Legacoop Liguria.

 

Per maggiori informazionie 

Condiviso 010 8568340

Sara Di Paolo 347 7706109

info@condiviso.coop

condiviso.coop

Servizi per la Cybersecurity

Sono molte le realtà che non comprendono l’importanza o non hanno il controllo della situazione del proprio sito internet, ignorando il ruolo fondamentale della cybersecurity, il mattone principale di ogni progetto web.

È proprio per questo che il nostro partner tecnologico Gmg Net, web agency nata a Genova nel 2000 specializzata in sviluppo web, come siti internet, strategie digital, applicazioni web based e infrastrutture cloud, ha sviluppato potenti strumenti di monitoring e sicurezza che proteggono gli investimenti di web marketing e prevengono la perdita di credibilità online.

Si tratta di Marxec un progetto che ci piace definire di “marketing sicuro” in grado di anticipare gli attacchi di malintenzionati, e Digital Scan strumento di analisi di siti web che fornisce al cliente un report dettagliato e personalizzato.

 

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In Italia c’è un attacco hacker ogni 4 ore: probabilmente sei già stato vittima di una violazione senza nemmeno saperlo. Proteggi il tuo business online con Marxec prima che sia troppo tardi!

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Il Digital Scan ha l’obiettivo di individuare i punti deboli del sito web e migliorarli: un vero e proprio check-up che parte dalla salute e dall’usabilità della piattaforma, fino ad arrivare alla sicurezza e alle vulnerabilità del dominio.
Al termine dell’analisi, viene elaborato un report personalizzato con le criticità riscontrate e le azioni possibili da attuare per risolverle.

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Genova Coronavirus

Durante gli ultimi due mesi, nonostante l’incombere sulla scena del coronavirus, la comunicazione di Genova ha raggiunto il resto d’Italia e del mondo (come è accaduto in modo massiccio già nel 2019) soprattutto attraverso due binari: il Pesto e il Ponte. Sono macro-tematiche che contengono e trainano messaggi seguiti da migliaia di persone che possono essere individuate e profilate dalle nuove tecnologie e competenze professionali di marketing. Si tratta di un vantaggio competitivo straordinario, che altre città non hanno, per veicolare efficacemente la promozione del turismo e delle eccellenze produttive, in questo caso della Liguria.

Il Pesto (più o meno “genovese”) e l’ex Ponte Morandi restano, in piena crisi da corona virus, le due principali occasioni per parlare o ricordare Genova, il primo con oltre 31.000 messaggi negli ultimi due mesi (500 al giorno circa), il secondo con 15.000 messaggi (250 circa al giorno). Al momento dunque Pesto e Ponte restano i due argomenti principali che comunicano Genova soprattutto al di fuori, virus compreso. Riguardo al Pesto molte notizie sono semplici ricette su come fare o utilizzare la salsa e di tanto in tanto esplodono feroci polemiche sui social se sia meglio la pasta al pesto o alla carbonara, o qualche altro piatto italiano, tuttavia questo conferma che esiste una comunità nazionale e internazionale attenta alla qualità della vita che potrebbe essere facilmente sollecitata dai nostri prodotti e dal turismo in Liguria. Il Pesto negli ultimi due mesi, in tempo di Covid-19, ha parlato con 15.000 messaggi in inglese, 11.000 in italiano e 5.000 nel resto delle principali lingue europee, confermando la tendenza esterofila già rilevata nel 2019.

Il Ponte parla inglese per il 10% dei messaggi (articoli, web, social, stampa radio e TV) ma sta emergendo ogni giorno di più il sentiment positivo su quello negativo che ricorda la tragedia (“Genova non la ferma nessuno” “Il miracolo del Ponte Morandi”, ecc.). Le punte negative le ha portate il Corona Virus il 23 marzo con la notizia della positività di alcuni operai e l’associazione con il crollo del Ponte sul fiume Magra dell’8 aprile. Uno fra i tweet più virali e positivi, ripreso e rilanciato da 700 persone in tutta Italia, appartiene a Francesca Baraghini (la giornalista genovese che il giorno del crollo aveva coinvolto oltre 12.000 persone su facebook), con un messaggio del 21 marzo che allega la foto nel nuovo ponte illuminato dal tricolore.

Il Pesto ai tempi del Corona Virus svolge una grande parte consolatoria per chi sta chiuso in casa e non solo. Ha avuto particolare fortuna il tweet di una signora che ha lasciato un sacchetto contenente barattoli di pesto e altri cibi appeso alla maniglia della vicina: “Lavora in ospedale, orari folli, nessun tempo per la spesa e soprattutto nessuna forza di spignattare quando torna a casa”. Più provocatorio, in tempi di Corona Virus, il Pesto usato per richiamare il turismo: “A tutti i Lombardo-Veneti. Ischia, la Basilicata e altre Regioni non vi vogliono? Non c’è problema!! Questa estate venite in Liguria!! Pesto, focaccia, pesce fresco per tutti! Ma perché fare tanti km per niente? Ma non andateci! Venite da noi. Tra appestati ci capiamo.”

* L’articolo si basa sulle informazioni raccolte grazie alla piattaforma di analisi semantica Monitoring Emotion che opera su tecnologia WebDistilled. Il sistema è stato per analizzare tutte le fonti, nazionali ed internazionali, disponibili – i social media, il web, i blog e le testate giornalistiche online, la carta stampata, le trasmissioni radio e tv digitalizzate, in relazione alla nostra città e al coronavirus.

Un bando per la presenza online

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CONDIVISO è a tua disposizione per presentare la domanda di agevolazione e per fornirti servizi di consulenza (finanziabili) nel campo della comunicazione digitale (social media), dell’immagine e del marketing online (siti web e e-commerce), dello sviluppo di APP, del posizionamento online (SEO), dell’efficienza interna (gestionali su misura), del lavoro e della didattica a distanza (strumenti interattivi online) e molto altro.

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Razione K

Razione K – Conosci il tuo cibo, il PODCAST che, in questo difficile momento, ci aiuta con ironia a scegliere i prodotti di qualità del Made in Italy, a cominciare dall’olio.

In questo momento storico di straordinaria difficoltà, la necessità del cibo è ancor più centrale nelle nostre vite. Fondamentale è, peraltro, la scelta del cibo dei territori italiani, oggi messi a dura prova. Ma davanti a scaffali che promettono “eccellenze” e a messaggi che insistono su un non meglio specificato concetto di “qualità”, che elementi abbiamo per scegliere? Sappiamo davvero effettuare scelte sagge?

In queste settimane di lavoro a distanza, riunioni in video call e un uso spropositato di chat e mail, abbiamo seguito un progetto davvero interessante, la promozione dei racconti audio di “Razione K – conosci il tuo cibo”, realizzati grazie al progetto di Unaprol Consorzio Olivicolo Italiano.

Su Spreaker e su Spotify, sono disponibili i primi tre episodi “Affrontare lo scaffale dell’olio” narrata dalla voce e dallo stile graffiante di Arianna Porcelli Safonov, autrice e attrice “comica missionaria”, seguitissima a teatro e sui social.

Per ascoltarli basta cliccare ai link qui sotto:
-Episodio 1 – Affrontare lo scaffale dell’olio: la scelta
-Episodio 2 – Affrontare lo scaffale dell’olio: la bellezza
-Episodio 3 – Affrontare lo scaffale dell’olio: il viaggio
Buon ascolto!

Pesto Ponte Morandi

Un anno di analisi su quanto e come emerge l’immagine di Genova mette in risalto un fatto anomalo e al tempo stesso una grande opportunità di comunicazione. Genova possiede due messaggeri, il primo con contenuti negativi (che però stanno virando al positivo), il Ponte ex Morandi e il secondo decisamente positivo, il Pesto, che direttamente o indirettamente ricorda la Liguria ma parla sempre di più inglese.

Due messaggeri portano in giro il nome di Genova in Italia e nel mondo, nel bene e nel male, a torto o a ragione, propriamente o meno. Si tratta di migliaia di informazioni, di citazioni, di suggestioni, anche di strafalcioni, come nessuna altra città al mondo può vantare, almeno negli ultimi anni. I due messaggeri sono il Pesto che nel 2019 ha viaggiato alla velocità media di 500 clip al giorno (messaggi, articoli, news e trasmissioni radio-TV) e il Ponte Morandi che quest’anno, anche se in netto calo come è ovvio rispetto al 2018, continua ad interessare con un volume di oltre 300 clip giornaliere. Nel primo caso è necessario fare un po’ di tara perché il successo del Pesto alla Genovese (nella comunicazione ha superato i tradizionali sughi a base di pomodoro) ha fatto sì che molte salse di nuova invenzione venissero pubblicizzate come “pesti” (alle melanzane, agli zucchini, alle carote, il pesto vegano, ecc.) e, anche se l’esplicita espressione di “Pesto Genovese” non è frequente (30% circa), la sua terra di origine è quasi sempre data per scontata, soprattutto quando c’è il basilico. Va da sé che non si tratta sempre del Pesto che noi conosciamo, con gli ingredienti canonici del Campionato Mondiale che si tiene a Palazzo Ducale ogni due anni, ma tant’è, migliaia di volte durante l’anno, sempre a Genova e alla Liguria va il pensiero. Il Pesto è il messaggero positivo di Genova anche quando fa brutte figure come ad esempio a Singapore a novembre o in tutta la Francia a Natale (migliaia di confezioni di un grande marchio industriale ritirate a causa di anacardi non dichiarati). Il Pesto con il basilico richiama il buon gusto, la qualità della vita, la cultura alimentare italiana. Il gran numero di messaggi è dovuto a ricette su ricette in cui si consiglia di usarlo ovunque in cucina (21.000 messaggi nel 2019 lo hanno celebrato sulla pizza, negli Stati Uniti è diventata virale la proposta di spalmarlo sul pollo fritto). Spesso nei reportage di turismo e cultura il (vero) Pesto accompagna la descrizione di altre eccellenze di Genova e Liguria (“Fuggi dalle folle d’Europa in questa affascinante città portuale italiana” titola il 14 agosto Upsider che raggiunge 2,7 milioni di persone in 1.100 località in Australia). Il pesto è il nostro Doctor Jekill, positivo, brillante: “Quando ce vo, ce vo!” posta una ragazza romana di nome Chiara riscuotendo così, semplicemente, una simpatia strepitosa nel mondo social.

Diverso l’effetto comunicativo dell’altro grande messaggero, il Ponte Morandi, un Mr Hyde che richiama sempre la tragedia anche a distanza di tempo, o che viene citato come promemoria di altri guai che perseguitano la Liguria e l’Italia, dai viadotti insicuri, al traffico insostenibile, alle schermaglie della politica nazionale che partendo dal Ponte, che fa audience, mischia il nome di Genova ai destini di qualsiasi cosa, da Atlantia, all’Alitalia, all’ex Italsider(“A Genova si piange mentre il governo cade” titolava un giornale on line addirittura dalla Nabidia). Nel 2019 si è raggiunto un picco altissimo di sentiment negativo durante la commemorazione del disastro (5.704 articoli, messaggi e news), in compenso si è visto qualche spiraglio di luce a partire da giugno quando sono stati fatti saltare i piloni 10 e 11: “Demolizione del ponte di Genova, redenzione dell’Italia ricostruendo una priorità”, ha titolato Xinhua, Cina. Pochi messaggi sui social hanno superato la soglia del cordoglio, della rabbia o della rassegnazione, uno di questi, fra i più virali del 2019, lo ha postato l’economista Carlo Cottarelli la Vigilia di Natale: ”Oggi il sindaco di Genova ha annunciato che da maggio sarà aperto al traffico il nuovo ponte sul Polcevera. Un bravo sindaco, una città che reagisce di fronte alle difficoltà, un esempio di quello che serve all’Italia. Grazie a Marco Bucci e a tutti i genovesi!”. Un altro tweet fra i più seguiti e rilanciati è un esempio della resilienza tutta ligure: “Dovevamo cambiare casa, eravamo decisi a vendere. Poi è crollato il ponte e, con lui, il mercato, rendendo le case invendibili. Allora abbiamo deciso di stare qui, sistemarla, renderla più bella, in attesa che dalla finestra si riveda un nuovo ponte. La vita va avanti” (@ricgazza, gennaio 2019)

Si tratta di segnali che i sociologi chiamano “deboli” e che tuttavia hanno in sé la potenzialità del cambiamento e interpretano un futuro possibile. La città che reagisce e lotta e insiste sui tempi da rispettare è un esempio per alcuni quasi “antiitaliano” (considerato che da noi le opere pubbliche hanno un iter medio di 16 anni).

A leggere quello che si è scritto di Genova nell’ultimo anno, di Pesto o di Ponte o attraverso loro, ci sarebbe da scrivere un romanzo. Per il finale tuttavia è meglio aspettare il 2020. Il Pesto, il nostro Doctor Jekill, parla sempre meno italiano (54% inglese, 30% italiano, 16% altre lingue) e per quanto riguarda il Ponte, il diabolico Mr Hyde, forse le cose non andranno così male come nel famoso romanzo di Stevenson, forse una trasformazione in positivo è ancora possibile e qualcuno non solo da noi, o forse più di noi, comincia a crederci: “Genova progetta un rinascimento mentre ricostruisce il suo ponte  (Lonelyplanet.Com 26 febbraio).

* L’articolo si basa sulle informazioni raccolte grazie alla piattaforma di analisi semantica Monitoring Emotion che opera su tecnologia WebDistilled. Il sistema è stato impostato in varie lingue per analizzare tutte le fonti, nazionali ed internazionali, disponibili – i social media, il web, i blog e le testate giornalistiche online, la carta stampata, le trasmissioni radio e tv digitalizzate. I monitoraggi attivati hanno riguardato il Pesto Genovese e il Ponte Morandi.

Studio per un website layout

Abbiamo curato il progetto grafico per la realizzazione del sito dell’Accademia Nazionale di Medicina. Siamo partiti dalle esigenze del cliente, dai loro target specifici e dalle necessità di utilizzo e funzionamento del sito per proporre un’immagine fresca ma strutturata, una composizione grafica funzionale per l’accesso alle informazioni che alterna immagini fotografiche ad elementi di grafica e design.

Linux Day 2016

A Genova, la giornata nazionale dedicata al software libero, organizzata da Open Genova in collaborazione con Condiviso

È la principale manifestazione italiana dedicata a LINUX, al software libero, alla cultura aperta e alla condivisione. A Genova, l’iniziativa è organizzata dall’associazione Open Genova in collaborazione con Condiviso, network multidisciplinare con sede nella Darsena di Genova (Calata Andalò di Negro, 16), dove dalle 10 alle 18 si susseguono sette relazioni con esperti, una tavola rotonda ed un corso di coding per bambini. Durante l’intera giornata ci sarà la possibilità di approfondimento e networking.

Tra i relatori ed esperti di rilievo nazionale, partecipano all’iniziativa genovese Arturo Di Corinto, giornalista e autore di numerosi articoli e saggi, psicologo cognitivo ed esperto di nuove tecnologie e comportamenti sociali, e Rodolfo Giometti, programmatore, autore di libri e articoli su GNU/Linux e co-fondatore di “Cosino Project”, la piattaforma hardware per la prototipazione rapida in grado di combinare le funzionalità di un mini-computer con quelli di un sistema di automazione professionale.

Introducono Enrico Alletto, presidente di Open Genova, e Lorenzo Novaro, presidente di Condiviso. La giornata si conclude con un corso sui fondamenti della programmazione dedicato ai bambini dai 6 agli 11 anni a cura di Luigi Sainini, esperto di alfabetizzazione digitale.

L’evento è aperto al pubblico e gode del patrocinio del Comune di Genova.

Di seguito il programma della manifestazione

Adobe Reader

Spesso mi ritrovo a dover lavorare su file pdf “complessi” che includono form e funzionalità varie non disponibili nel lettore pdf che uso abitualmente sul mio portatile Linux e visto che in molti casi non si riesce ad usarli neanche con Adobe Reader 9 (l’ultima rilasciata per il nostro sistema operativo preferito) ho deciso di installare l’ultima versione disponibile tramite Wine.

Questo articolo è rivolto a chi ha una familiarità anche minima con il terminale.
Se non vi va di scrivere comandi su uno schermo nero probabilmente vi conviene smettere di leggere ora.

Installare Wine:

Prima di tutto bisogna installare wine e, visto che in questo periodo sto usando Kubuntu (la storia di questa “scelta” sarà argomento di un altro articolo prima o poi), ho optato per la versione più recente disponibile su un apposito ppa:
sudo add-apt-repository ppa:ubuntu-wine
sudo apt-get install wine1.8

Fatto questo basta seguire le istruzioni presenti su WineHQ con qualche piccola accortezza.

Installare Adobe Reader:

  • Prima di tutto avviamo wine digitando env WINEPREFIX=$HOME/.wine32 WINEARCH='win32' wine 'wineboot'
  • Poi è il momento di scegliere la versione di Windows da emulare: env WINEPREFIX=$HOME/.wine32 WINEARCH='win32' winecfg
    Scegliete Windows 7.
  • Lanciando il seguente comando vi ritrovete con un errore di download: env WINEPREFIX=$HOME/.wine32 winetricks atmlib riched20 wsh57 mspatcha Per risolvere il problema bisogna scaricare manualmente il file W2KSP4_EN.EXE (si tratta di un service pac contenente delle DLL che sono necessarie per poter poi lanciare il reader) dal web archive e copiarlo in ~/.cache/winetricks/win2ksp4/ e poi rilanciare il comando.
  • Scaricate l’installer del reader dal sito di Adobe scegliendo come sistema operativo Windows 7 (mentre scrivo questo articolo la versione più recente è la 11.0.10) e installatelo digitando env WINEPREFIX=$HOME/.wine32 wine AdbeRdr11010_en_US.exe nella directory dove avete scaricato il file (ovviamente il nome del file può variare a seconda della versione e della lingua).
  • Durante l’installazione non dimenticatevi di selezionare gli aggiornamenti manuali.
  • Prima di lanciare il programma e metterci a lavorare sui nostri pdf dovremo riconfigurare wine usando env WINEPREFIX=$HOME/.wine32 WINEARCH='win32' winecfg per scegliere Windows XP come versione da emulare perché l’installer funziona meglio con Windows 7, ma a quanto pare il programma è più stabile se gira su XP.

Bonus per chi ha uno schermo HiDPI:

In winecfg nella tab “Graphics” è possibile impostare manualmente i DPI, quindi vi basterà inserire 192 come valore nella casellina e rilanciare wine per poter leggere i testi (le icone resteranno piccole, ma almeno il tutto diventa utilizzabile).

Come lancio il programma?

In sostanza abbiamo creato un ambiente a 32 bit in cui lanciare il programma come fosse dentro una installazione di Windows XP. Per avviare Adobe Reader dovremo quindi usare il prefix impostato. Il comando sarà:
env WINEPREFIX=$HOME/.wine32 WINEARCH='win32' wine ~/.wine32/drive_c/Program\ Files/Adobe/Reader\ 11.0/Reader/AcroRd32.exe

Dolibarr

Le piattaforme gestionali Open Source si stanno rapidamente diffondendo tra le imprese e i professionisti, grazie all’abbattimento dei costi di start-up, personalizzazione e manutenzione e alla loro scalabilità e semplicità d’uso.

Il progetto Dolibarr è nato ormai da diversi anni e per il 2016 punta a rafforzare ulteriormente lo sviluppo delle funzionalità di ERP/CRM prestando attenzione soprattutto ai bisogni espressi dagli utenti attraverso i canali di supporto della comunità italiana e internazionale di Dolibarr.

Dolibarr è tra i più semplici sistemi ERP/CRM presente in rete, sia per chi lo deve installare, configurare e gestire sia per coloro che hanno il piacere di usarlo, accedendo al proprio ufficio sempre ed ovunque, tramite browser o con l’applicazione mobile.
È Basato su PHP e MySQL ed è in continua evoluzione, si adatta a qualsiasi implementazione, personalizzabile a misura di ogni business e attività attraverso i numerosi moduli scaricabili dal marketplace http://dolistore.com.

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